A guardare i numeri del nuovo rapporto Excelsior, presentato alla 34ª edizione di Job&Orienta a Verona, sembra di trovarsi davanti a un paradosso: il lavoro c’è, e anche tanto, ma mancano le persone giuste per ricoprirlo. Il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere insieme al Ministero del Lavoro e sostenuto dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro con fondi europei, racconta un’Italia in cui la domanda delle imprese supera di gran lunga l’offerta di competenze.
Nel 2025 erano previsti 670mila inserimenti di laureati, 120mila diplomati ITS Academy, 1,3 milioni di diplomati e circa 2,3 milioni di qualificati professionali. Un fiume di opportunità. Eppure, quasi una figura su due non si trova: il 47% dei profili richiesti dalle aziende rimane scoperto. Per i tecnici degli ITS la quota sale al 57,3%, mentre tra i laureati si attesta intorno al 50,9%.
Unioncamere: “Serve orientare prima e meglio”
Una situazione che, come ricorda il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, non riguarda solo l’Italia, ma pesa comunque sulla capacità del Paese di essere competitivo. Secondo Prete, la chiave sta in un orientamento più tempestivo, in un dialogo più stretto fra università e imprese e in una formazione capace di tenere il passo con l’innovazione.
Le lauree più richieste e quelle più difficili da trovare
Economia resta la regina dei profili ricercati, con 193mila posti potenziali, seguita da ingegneria, che ne conta 127mila. Bene anche gli indirizzi dedicati alla formazione e quelli sanitari. Per i più giovani, sotto i 30 anni, brillano soprattutto statistica e scienze motorie.
Ma non basta guardare le quantità: la difficoltà di reperimento colpisce duro soprattutto le materie scientifiche. I laureati in chimica e farmaceutica sono i più difficili da intercettare, con una quota di irreperibilità che supera il 72%. Vicinissime le professioni sanitarie e quelle medico-odontoiatriche.
ITS e diplomi: i settori tecnici sono in gran parte scoperti
Sul fronte ITS, la richiesta si concentra su servizi alle imprese, meccatronica, innovazione e mobilità. Le possibilità per i giovani sono altissime, specie nei percorsi legati all’energia sostenibile. Ma qui il mismatch raggiunge livelli impressionanti: in alcuni casi, come la sostenibilità energetica, supera addirittura il 90%.
Anche per i diplomati il copione non cambia molto. Servono soprattutto profili amministrativi, turistici e tecnici, ma più di 630mila posizioni risultano difficili da coprire. Nei percorsi professionali, poi, le carenze diventano strutturali: dalla ristorazione alla logistica, dalla meccanica all’impiantistica, si supera spesso il 60% di difficoltà di reperimento.
Il problema del mismatch
Il 2025 consegna una fotografia chiara: il lavoro c’è, ma non sempre incontra chi lo cerca. E questa, più che un’emergenza, è una sfida culturale e formativa che coinvolge tutti. Perché senza competenze adeguate, anche le migliori opportunità rischiano di svanire prima ancora di nascere.









