Quando il dottore è l’IA: l’allarme del Garante della Privacy 

Ormai usiamo i chatbot dell’Intelligenza Artificiale per moltissimi aspetti della nostra vita. Anche per chiedere… un consulto medico, confidando nelle infinite capacità e conoscenze del mezzo tecnologico. Soprattuto, sta aumentando sensibilmente il numero di utenti che carica esami clinici, radiografie e referti medici su piattaforme di intelligenza artificiale generativa per ottenere interpretazioni diagnostiche. In apparenza si tratta di un gesto semplice e banale, ma che in realtà solleva importanti interrogativi etici e legali, soprattutto in tema di protezione dei dati personali.

A questo proposito, il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso forti preoccupazioni: la condivisione non controllata di informazioni sanitarie su questi strumenti potrebbe esporre i cittadini a gravi rischi, tra cui l’uso improprio dei dati o peggio indicazioni errate perchè non convalidate da un medico.

Attenzione ai dati che condividiamo

Per queste ragioni, l’Autorità invita gli utenti a muoversi con estrema prudenza quando si affidano i propri referti medici a piattaforme che non sono certificate come dispositivi medici. Non solo: viene raccomandata la massima cautela anche nel confidare nelle risposte fornite, che dovrebbero sempre essere confrontate con un medico qualificato.

Il Garante, inoltre, ribadisce l’importanza di leggere attentamente le informative sulla privacy fornite dai servizi di IA. È fondamentale comprendere se i dati caricati verranno eliminati dopo l’elaborazione o se saranno conservati per l’addestramento dei modelli. Molti fornitori prevedono diversi modalità per la gestione dei dati, ma la responsabilità della scelta ricade sull’utente.

La supervisione umana è imprescindibile

Il Garante sottolinea che il trattamento di dati sanitari tramite IA non può prescindere da una supervisione umana qualificata. Questo principio è ribadito anche nel Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale e nei pareri espressi dal Consiglio Superiore di Sanità. L’intervento di un professionista esperto è essenziale per evitare che l’automazione comprometta la salute dei pazienti.

Dallo sviluppo all’uso finale del sistema, ogni fase dovrebbe prevedere un controllo umano accurato, soprattutto quando in gioco ci sono dati sensibili e la salute delle persone.  

Norme, trasparenza e sicurezza dei sistemi

Già nel 2023, il Garante aveva pubblicato un decalogo sulle buone pratiche per l’uso dell’IA nei servizi sanitari pubblici. Tra i principi fondamentali: trasparenza, sicurezza, impatto valutato in anticipo e una base legale adeguata per il trattamento dei dati.

Più di recente, nel maggio 2024, l’Autorità ha richiamato l’attenzione anche sul fenomeno del web scraping: la raccolta automatizzata di dati online per addestrare modelli di IA, pratica che solleva ulteriori problemi di protezione dei dati, soprattutto in ambito sanitario. L’intelligenza artificiale può rappresentare un supporto prezioso in campo medico, ma il suo utilizzo deve essere guidato da rigore, trasparenza e controllo umano.