Intelligenza Artificiale: per i lavoratori sarebbe un leader migliore di uno “vero”

L’Intelligenza Artificiale (IA) sta guadagnando un ruolo sempre più centrale nella società moderna, come rivelato da uno studio condotto da Kaspersky, intitolato “Entusiasmo, superstizione e grande insicurezza – Come gli utenti di tutto il mondo si confrontano con l’universo digitale”. Questo studio mette in luce come l’IA sia percepita non solo come uno strumento tecnologico, ma come un potenziale leader e “compagno” nella vita quotidiana.

L’IA come capo e collega 

In Italia, una significativa percentuale di persone vede l’IA come un leader più imparziale rispetto agli esseri umani, con il 23% degli intervistati che ritiene che l’IA possa svolgere meglio il ruolo di capo. Questa fiducia si estende anche all’ambito lavorativo, dove l’IA è considerata un collega affidabile. Inoltre, molti vedono l’IA come un utile strumento per migliorare la propria efficienza personale: il 58% degli italiani sarebbe disposto a utilizzarla per gestire la propria routine quotidiana.

Impatto sull’istruzione e sulla vita quotidiana

L’IA sta entrando anche nell’ambito educativo. Secondo il 37% degli intervistati, in futuro i bambini potrebbero essere istruiti tramite esperienze virtuali, segnalando un cambiamento radicale nel modo in cui si concepisce l’educazione. In Italia, il 41% delle persone considera l’IA una parte inevitabile della loro vita, e il 38% vede in essa una fonte di opportunità per migliorare il futuro. La maggioranza degli intervistati riconosce anche le capacità creative dell’IA, con il 68% degli italiani convinto che essa possa realizzare opere d’arte.

L’IA nelle relazioni interpersonali

Un aspetto interessante riguarda l’impiego dell’IA nelle relazioni interpersonali. Il 24% degli taliani afferma sorprendentemente che userebbe l’IA per trovare un partner su un’app di incontri. Tuttavia, questo crescente utilizzo solleva alcune preoccupazioni: il 40% degli intervistati teme che le relazioni umane possano essere alterate dall’introduzione di profili virtuali, che potrebbero addirittura sostituire i partner reali.

I rischi dell’IA

Con l’aumento dell’adozione dell’IA emergono anche nuovi rischi. Vladislav Tushkanov di Kaspersky sottolinea l’importanza di affrontare le minacce come il phishing, i deepfake e i furti di identità generati dall’IA. Per proteggersi, è essenziale adottare soluzioni di cybersecurity avanzate e limitare l’esposizione online dei dati personali.

In conclusione, l’IA sta rapidamente diventando un componente fondamentale della nostra società, portando con sé sia opportunità significative sia sfide complesse.

Cybersecurity: i consigli per creare la password perfetta

Proteggere le password a tutela dei propri dati personali è sempre più importante. Password deboli e banali, come ‘12345’, sono infatti vulnerabili agli attacchi degli hacker.

Nel 2024 non si può più fare affidamento su credenziali così fragili. Per prima cosa, quindi, le password devono essere lunghe e complesse. Una password dovrebbe essere di almeno 12 caratteri e includere una combinazione di lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli speciali.
Una password come ‘A$5tR&8kL@3m’ è molto più solida di ‘12345’, perché lunghezza e varietà dei caratteri proteggono le credenziali dagli attacchi brute force.

Non riciclare le credenziali su più profili

Altra soluzione efficace, le frasi di accesso, o passphrase. Si tratta di stringhe composte da parole casuali non correlate fra loro (ad esempio, ‘LuceNeveLupoAcqua). Facili da ricordare, sono difficili da indovinare, specialmente se contengono numeri e simboli.

Da evitare password comuni, come ‘password’ o ‘qwerty’, troppo facili da prevedere. Si consiglia anche di usare password uniche per ogni account, evitando assolutamente di riciclare le credenziali su più profili.
Mantenere poi aggiornati sistema operativo e software. Gli aggiornamenti spesso includono patch di sicurezza.
Non aggiornare regolarmente il software può infatti esporre il sistema ad attacchi informatici.

Evitare le reti wi-fi pubbliche

Le reti Wi-Fi pubbliche sono terreno fertile per gli attacchi degli hacker. Se non si può proprio fare a meno di collegarsi, non accedere a siti sensibili, come quelli bancari, quando si è connessi a una rete pubblica.
Inoltre, prestare attenzione alle notifiche che segnalano attività sospette sugli  account. Se si riceve un avviso di modifica di password che non si ha richiesto, contattare quanto prima il servizio clienti del sito per aggiornare le credenziali. Attivare le notifiche di sicurezza aiuta a rilevare tempestivamente eventuali tentativi di accesso non autorizzati.

Ma utilizzare un gestore delle password è la soluzione più efficace per creare e conservare tante credenziali in un database crittografato.

Utilizzare un password manager

I password manager presentano al loro interno dei generatori di password capaci di creare credenziali complesse e casuali. In alcuni casi, offrono anche funzionalità di compilazione automatica nei moduli di login sui siti web, tramite l’utilizzo di specifiche estensioni per i browser.
Le soluzioni di maggiore qualità garantiscono anche la presenza di sistemi di backup crittografati per prevenire la perdita di dati.

Il cuore del password manager è un database crittografato che contiene tutte le password dell’utente, accessibile solo tramite una Master Password.
Sulla base di questa, viene creata una Master Key attraverso un algoritmo di derivazione come PBKDF2, utilizzato poi per crittografare e decrittografare le password.

Intelligenza Artificiale in medicina: l’avvento del “gemello digitale”

L’intelligenza artificiale (AI) sta entrando con sempre maggiore forza e consapevolezza nel mondo sanitario. In estrema sintesi, si stanno ponendo le basi per un cambiamento epocale nel modo in cui i medici professionisti svolgeranno la loro attività al servizio della salute dei loro pazienti. Grazie alla capacità di elaborare una vasta quantità di dati e di fornire analisi sintetizzate attraverso algoritmi sofisticati, l’AI funge da “assistente” per il medico, amplificando le sue capacità e le sue conoscenze. Questo permette di prendere decisioni più informate e basate su un’ampia gamma di informazioni cliniche, migliorando la precisione delle diagnosi e l’efficacia dei trattamenti.

Il gemello digitale: la rivoluzione delle cure iper personalizzate 

Il digital twin, o gemello digitale, rappresenta una soluzione innovativa per affrontare la crescente complessità delle cure mediche personalizzate. Integrando dati clinici, comportamentali e genetici di un paziente, il gemello digitale consente di creare un modello virtuale dettagliato del paziente.

Questo strumento permette una diagnosi più precisa, una valutazione del rischio più oggettiva e una scelta terapeutica altamente personalizzata, aiutando medici e pazienti a gestire meglio le diverse condizioni possibili. La personalizzazione delle cure è uno degli obiettivi principali della medicina moderna, e i gemelli digitali sono fondamentali per raggiungere questo scopo.

La tecnologia al servizio della salute 

L’AI e il gemello digitale sono i protagonisti della terza edizione della MidSummer School di Motore Sanità, con il patrocinio della Regione Lombardia e promossa in media partnership con Eurocomunicazione, AskaNews e Mondosanità. Alessandro Maiocchi, Innovation Hub Director di Bracco e responsabile dell’integrazione e armonizzazione dei dati scientifici per il Centro Diagnostico Italiano (CDI), ha portato l’esperienza di queste due innovazioni tecnologiche al servizio della sanità.

Il futuro della professione medica

Alessandro Maiocchi spiega che il digital twin e l’intelligenza artificiale rappresentano una rivoluzione nel campo medico, offrendo una rappresentazione olistica e multidimensionale del paziente. Questo approccio permette ai medici di prendere decisioni più informate e precise, migliorando significativamente la qualità delle cure e la prevenzione delle malattie. “Il digital twin cambierà il lavoro del medico fornendo uno strumento di supporto decisionale avanzato. Grazie all’integrazione di dati e all’uso di algoritmi di intelligenza artificiale, i medici potranno prendere decisioni basate su informazioni complete e sintetizzate, migliorando la precisione delle diagnosi e l’efficacia dei trattamenti” afferma Maiocchi.

I benefici per i pazienti 

I vantaggi per i pazienti includono diagnosi più accurate e personalizzate, trattamenti più mirati, maggiore prevenzione grazie a valutazioni del rischio più precise, migliore gestione delle patologie croniche e potenziale accesso ai propri dati clinici per un monitoraggio continuo della salute.

In futuro, il gemello digitale umano potrebbe estendersi anche ai pazienti, permettendo loro di visualizzare e condividere i propri dati clinici, e integrarsi con dati provenienti da fonti esterne alle strutture sanitarie, per una visione ancora più completa della salute del paziente. Inoltre, lo sviluppo di modelli predittivi più avanzati migliorerà ulteriormente la medicina preventiva e personalizzata.

Italiani: perché il digitale è fondamentale per il benessere?

Il benessere degli italiani oggi passa attraverso un device.. Lo rivela il nuovo Trend Radar di Samsung, dedicato alla cura di sé. Il progetto di ricerche è sviluppato insieme a Human Highway, un istituto di ricerche di mercato specializzato nell’analisi dei cambiamenti nelle relazioni umane prodotti dalle tecnologie e dal digitale. Il focus dell’indagine è il rapporto tra benessere e tecnologia.

Cura di sé in primo piano

L’indagine rivela un atteggiamento propenso alla cura di sé nel quotidiano: il 64% degli intervistati cerca di occuparsi del proprio benessere, nonostante gli impegni, e per il 27% questa è una priorità. I Millennials e la Gen Z (entrambi 30%) mettono il benessere al primo posto, dimostrando una maggiore attenzione da parte delle persone sotto i 44 anni.

Tecnologia nella quotidianità

La tecnologia è vista come un facilitatore per il benessere: nel 70% dei casi per il benessere fisico e nel 64% come supporto per il benessere mentale. Gli uomini sono più propensi a credere nel binomio benessere-tecnologia rispetto alle donne. Generazionalmente, tutti riconoscono l’importanza della tecnologia per la cura del corpo, ma sono i più giovani, Millennials e Gen Z, a sottolineare il suo ruolo anche per il benessere mentale.

Attività fisica… tech 

Nelle specifiche situazioni in cui la tecnologia aiuta il benessere, emergono diversi scenari. Per l’attività fisica, la tecnologia consente di abbinare l’ascolto della musica (34%), monitorare l’attività tramite wearables (34%), tenere traccia dei traguardi (32%), monitorare il battito cardiaco (28%) e promuovere il movimento (30% per gli uomini vs 23% per le donne).

Supporto psicologico e relazioni sociali

La tecnologia supporta anche la sfera psicologica ed emotiva, facilitando le relazioni sociali e le passioni. La Gen Z è la più “tecnologica” in questo ambito. I dispositivi tech sono utili per mantenere i contatti (39%), infondere buonumore con la musica (37%) e suggerire film e serie TV (30%). Il gaming è un’importante evasione per la Gen Z (33%).

Relax e fine giornata

A fine giornata, la tecnologia aiuta a rilassarsi con la meditazione o un buon sonno: il 26% degli intervistati usa brani per il relax e traccia il sonno con smartwatch. Questo è più comune tra gli uomini (28%) e la Gen Z (28,5%).

Benessere in cucina

La tecnologia è utile anche in cucina: il 38% apprezza elettrodomestici che ottimizzano i tempi, il 32% cerca informazioni per un’alimentazione consapevole e il 27% usa modalità di cottura più sane. Gli uomini (39% vs 29%) sono i maggiori utilizzatori di dispositivi per scelte alimentari salutari.

Aiuto in casa 

Per il 52% degli intervistati è importante avere elettrodomestici efficienti dal punto di vista dei consumi energetici, con una preferenza che aumenta con l’età, raggiungendo il 62% tra i Boomer. Seguono elettrodomestici funzionali e intuitivi (44%) e dispositivi attivabili da remoto (35%), preferiti dai Millennials (37%) e dalla Gen Z (35%).

I device più utilizzati

Il dispositivo più utile per il benessere è lo smartphone (68%), seguito da PC/computer (38%) e smartwatch (23%). Le donne preferiscono il TV (22% vs 18% degli uomini). Tra gli elettrodomestici più utili per il benessere, la lavatrice è al primo posto (48%), seguita dal frigorifero (38%) e dalla lavastoviglie (28%).

Qual è la reputazione dell’Italia all’estero?

Come è percepita l’Italia nel resto del mondo? Quali sono i suoi punti di forza e le criticità per chi ci osserva “da fuori”? A questa manda risponde Be-Italy, ricerca promossa dalla divisione Corporate Reputation di Ipsos alla sua terza edizione, che è un progetto molto ambizioso per approccio metodologico e ricchezza di contenuti. Misura in modo rigoroso la reputazione del nostro Paese all’estero coinvolgendo in uno studio gli abitanti di 22 Paesi del mondo.  

I luoghi comuni

La nostra è una reputazione spesso influenzata da opinioni sedimentate, luoghi comuni e talvolta da una conoscenza superficiale, che può essere arricchita da esperienze personali dirette o indirette. Per queste ragioni, Be-Italy restituisce delle indicazioni macro, legate al giudizio e ai tratti percepiti a confronto con altri Paesi, riuscendo anche a entrare nel merito del ‘funzionamento’ del Paese, delle relazioni internazionali, dell’organizzazione ed efficienza in senso ampio, nella capacità di attrarre persone ed investimenti, nei settori produttivi più o meno valorizzati.

Inoltre, l’indagine ha chiesto agli intervistati di connotare il Made in Italy per coglierne le caratteristiche e gli aspetti più rilevanti all’estero, al fine di comprendere se e quanto oggi l’origine italiana di un prodotto abbia valore ai loro occhi.

Il bronzo al Belpaese 

Nella classifica dei paesi più conosciuti al mondo, l’Italia si colloca al terzo posto, cin un punteggio di 46% fra gli intervistati che hanno dichiarato di conoscere il Belpaese “molto” o “abbastanza”. Con  questa percentuale l’Italia è alle spalle di Usa (55%) UK (52%) e comunque prima di  Spagna (45%9 e Francia (44%). L’elemento interessante è che la conoscenza dell’Italia è più diffusa tra i ceti socio economici elevati (dove è nota al 68%). 

Il web la prima fonte di informazione

Per informarsi sui Paesi stranieri gli intervistati dichiarano di utilizzare Internet e i social network, mentre la TV è più distante.

Il dato negativo è invece che il giudizio positivo complessivo sull’Italia è diminuito rispetto al passato (83 contro 81) , specie a confronto con il 2020 in fase prepandemia, quando il nostro Paese aveva comunque registrato una buona dose di resilienza. 

Web listening, l’interesse è un po’ calato

Quanto si è parlato dell’Italia all’estero? Il volume dei contenuti che menzionano l’Italia è calato del 25% rispetto al 2020, quando il Covid aveva messo l’Italia sotto i riflettori del mondo. All’epoca i post pubblicati in tutte le lingue (tranne l’italiano) furono circa 127 milioni, nell’ultima rilevazione (15/09/2022-15/09/2023) sono stati poco più di 101 milioni. 

Un’immagine positiva

L’immagine complessiva del nostro Paese è buona, soprattutto per gli aspetti riferiti alla cultura, al benessere e alla capacità di accoglienza. Manca invece una visione futura. Le critiche che vengono sollevate si riferiscono allo scarso coinvolgimento delle nuove generazioni, all’incapacità di offrire opportunità di crescita, alla poca capacità di innovare, allo scarso sostegno pubblico alle imprese e al troppo clientelismo senza meritocrazia.

Le eccellenza italiane

Se per quanto riguarda gli investimenti esteri gli Usa guidano la classifica, seguiti da Canada, Svezia e Germania, sul fronte del Made in italy restano delle certezze. In particolare l’appeal dell’enologia (cn il vino che addirittura “si mangia” il cibo), il turismo e la moda restano i capisaldi dell’appeal italiano.

Arriva Sequoia: tutte le novità del nuovo sistema operativo desktop 

Nuove modalità di lavoro e funzionalità intelligenti trasformative: è quanto promette il nuovo macOS Sequoia. L’update del sistema operativo di Apple per desktop offre un’esperienza utente rivoluzionata da una serie di novità per i Mac, a cominciare dal Mirroring dell’Phone, che amplia la continuità permettendo l’accesso e il controllo completi dell’iPhone direttamente da macOS.

mcOS Sequoia introduce poi Apple Intelligence, il sistema di AI per Mac, iPhone e iPad che combina la potenza dei modelli generativi con il contesto personale. Oltre a essere integrata con ChatGPT di OpenAI, comprende e crea linguaggio e immagini, ed esegue azioni tra le app semplificando e accelerando le attività quotidiane. 
Sequoia però offre benefici anche al gaming, con un’esperienza più immersiva e una vasta gamma di nuovi titoli.

A grande richiesta arriva il Mirroring dell’iPhone

macOS Sequoia introdurrà una funzione di continuity a lungo attesa dagli utenti Apple, il Mirroring dell’iPhone, che permette agli utenti di accedere e interagire completamente con il proprio iPhone direttamente dal Mac.
Questa funzione consente di visualizzare il wallpaper e le icone personalizzate dell’iPhone, sfogliare le pagine della schermata Home, avviare e navigare tra le app preferite, ricevere notifiche dell’iPhone sul Mac, e naturalmente, effettuare e ricevere chiamate.

Supporta poi la funzione StandBy, visibile per consentire di ottenere informazioni a colpo d’occhio: quando l’iPhone viene usato tramite macOS, il telefono rimane bloccato per evitare qualsiasi problema di privacy.

Potenziati il browser Safari e il gaming 

In Safari viene introdotto Highlights, una nuova funzione che semplifica la scoperta di informazioni sul web. La modalità Reader ridisegnata offre nuovi modi per godersi gli articoli senza distrazioni, con una visualizzazione ottimizzata, e la funzione Viewer porta i video in primo piano mantenendo l’accesso ai controlli di riproduzione del sistema.

Ma anche il gaming fa un passo avanti su Mac: Sequoia accoglie una ricca line-up di giochi sfruttando tecnologie avanzate, come MetalFX Upscaling per migliorare le prestazioni e la qualità visiva. Inoltre, nuove funzionalità, come l’audio spaziale personalizzato e una latenza audio ridotta con AirPods Pro migliorano l’esperienza di gioco. E il Game Porting Toolkit 2 facilita ulteriormente il porting di giochi avanzati su dispositivi Apple.

 Gestire Passwords da un unico luogo

Oltre a nuove modalità di organizzazione delle finestre sul desktop (gli utenti possono trascinare una finestra verso il bordo dello schermo per ottenere suggerimenti di posizionamento a griglia e una nuova anteprima facilita la condivisione delle schermate, permettendo di vedere in anticipo cosa verrà condiviso) su Sequoia arriverà una app interamente dedicata alle password. Basata sul Keychain, riporta Adnkronos, Passwords semplifica l’accesso a password, passkey e altre credenziali in un unico luogo, con sincronizzazione sicura tramite iCloud e crittografia end-to-end.

La versione beta per sviluppatori di macOS Sequoia è disponibile tramite l’Apple Developer Program, e una versione beta pubblica sarà disponibile a luglio. L’aggiornamento definitivo verrà rilasciato in autunno, gratis per tutti.

Pmi e Twin transition: investire nel digitale è green 

È quanto emerge dalla ricerca condotta dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI della School of Management del Politecnico di Milano: nell’ultimo anno il 33% delle Pmi italiane ha aumentato gli investimenti diretti per la trasformazione digitale, a fronte del 4% che li ha ridotti. E il 57% delle Pmi impiega strumenti digitali che consentono di perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale.

La transizione verde è infatti strettamente legata a quella digitale, tanto che si parla di Twin transition.
Le Pmi operano, tuttavia, in uno scenario eterogeneo a livello di connettività, anche nel caso di territori storicamente a vocazione industriale.

Il ricorso a finanziamenti pubblici e privati

I dati raccolti nel 2024 mostrano che il 65% delle Pmi ha usufruito di strumenti agevolativi pubblici per finanziare la propria transizione digitale, soprattutto per il supporto all’acquisto di beni strumentali (65%), lo sviluppo di competenze per la transizione digitale (36%) e l’acquisto di beni immateriali (25%).

Tuttavia, anche il ricorso a investimenti privati costituisce una fonte importante. L’utilizzo della cassa e delle disponibilità liquide rimane il principale canale (82%), seguono il ricorso a linee di debito bancario (33%), e il ricorso a prestiti garantiti e/o intermediati da enti pubblici (20%), come il Fondo di Garanzia PMI.
Risulta ancora di nicchia l’utilizzo di mezzi di finanziamento in equity o di strumenti innovativi (minibond, crowdsourcing).

Obiettivo, transizione verde

La transizione verde rappresenta un’opportunità per migliorare l’impatto ambientale delle tecnologie digitali. Al tempo stesso, le tecnologie digitali possono costituire un fattore abilitante per la transizione verde. Ad esempio, fornendo alle imprese strumenti per monitorare i consumi energetici o tracciare le materie prime.

Il 76% delle Pmi riconosce la transizione verde come un obiettivo prioritario, ma soprattutto per il miglioramento della reputazione aziendale, l’incremento dell’efficienza operativa e la necessità di rispondere a obblighi normativi e/o contrattuali con i propri clienti.
Secondo il 65% delle Pmi, la transizione verde dovrebbe essere supportata da più programmi di finanza pubblica, in modo da rendere più veloce il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Verso un nuovo paradigma

“Affinché le Pmi possano compiere con successo il passaggio al nuovo paradigma abilitato dalla Twin transition è fondamentale, da una parte, continuare a investire nelle competenze degli addetti e del management, e dall’altra, poter contare su un’infrastruttura di connettività adeguata alle proprie esigenze e normative in grado di offrire opportunità di investimento – commenta Claudio Rorato, Direttore dell’Osservatorio -. Tutte le parti in causa, dai fornitori tecnologici agli intermediari finanziari, dalle associazioni di categoria alle startup fino alla PA e ai professionisti devono aiutare le Pmi a navigare la complessità, favorire l’innesco di processi di contaminazione, promuovere la diffusione di know-how specialistico e di una vera e propria cultura dell’innovazione”.

e-commerce B2c di prodotto: in Italia raggiunge 38,6 miliardi nel 2024

Nel 2024 l’incidenza dei consumi online sui consumi totali rimane stabile all’11%, e gli acquisti online di prodotto valgono circa 38,6 miliardi di euro, +6% rispetto al 2023.
L’Informatica ed Elettronica di consumo è il comparto con l’incidenza dell’online più alta (42% della spesa complessiva, +2%), mentre Arredamento e home living sorpassano l’Abbigliamento, grazie a un incremento dell’incidenza che passa dal 17% al 19%. La moda resta stabile al 18%.

Seguono il settore dell’Auto e Ricambi (+10%) e quello del Food&Grocery (Food Delivery, Grocery Alimentare online ed Enogastronomia), che vale 4,6 miliardi di euro (+8%) ed è in recupero dopo la contrazione del 2023 (-2%).
Emerge dall’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano.

Arredamento e home living: +12%

Tra i settori rappresentativi del Made in Italy, l’Arredamento e home living (arredo da interno e da esterno, oggettistica e decorazioni, accessori per la cucina, tessile, illuminazione) registra una crescita (+12%) e tocca quota 4,4 miliardi di euro.

I progetti più innovativi in via di sperimentazione si concentrano soprattutto sul miglioramento della customer experience, grazie a strumenti basati sull’utilizzo dell’Extended Reality per progettare online gli spazi, e l’offerta di servizi logistici di valore aggiunto, come servizi di consegna al piano.
Al secondo posto il settore Auto e Ricambi (+10%), che per quanto riguarda la vendita di automobili e pezzi di ricambio online tocca quota 3,2 miliardi di euro.

Food Delivery e Grocery Alimentare

Anche nel 2024 cresce la percentuale di comuni italiani coperti da almeno un servizio di Food Delivery (+2%) permettendo così al servizio di raggiungere il 76% degli abitanti.
Nel 2024, poi continua il processo di razionalizzazione dell’offerta di servizi. I ristoranti affidano il delivery alle grandi piattaforme dedicate a questa tipologia di servizio, mentre gestiscono in-house il take-away con ordine ricevuto online e ritiro nel locale.

Per quanto concerne il Grocery Alimentare la percentuale di abitanti potenzialmente coperti dal servizio di spesa online da supermercato rimane costante rispetto al 2023 (94%). Nel 2024 tra le oltre 60 iniziative di spesa online da supermercato attive in Italia, la maggior parte (87%) sono iniziative lanciate da retailer della GDO.

Beauty&Pharma e Informatica di consumo

Il comparto Beauty&Pharma, che riunisce al suo interno i prodotti farmaceutici e quelli destinati alla cura e l’igiene della persona, raggiunge 2,8 miliardi di euro (+8%). Entrambi i segmenti sono sempre di più impegnati a fornire ai clienti assistenza all’acquisto e consulenza personalizzata, anche in ottica di sostenibilità dell’esperienza stessa.

L’Informatica ed Elettronica di consumo registra invece una crescita del +6%, e vale 9 miliardi di euro.
Chiude la classifica l’Abbigliamento, che cresce del +5% rispetto al 2023 e raggiunge un valore di 5,8 miliardi di euro.
Le principali aree di lavoro per gli operatori del comparto capi di vestiario, scarpe e accessori, riguardano, in particolar modo, l’ottimizzazione del second-hand market e il lancio di nuovi marketplace.

Com’è cambiato il linguaggio con i social media?

I social media, a distanza di 20 anni dal loro debutto, hanno condizionato moltissimo le nostre abitudini. Ma non solo: hanno anche influenzato profondamente il nostro linguaggio. Il fenomeno ha dimensioni impressionanti: oggi sono oltre 5 miliardi i profili attivi, utenti che nel 2023 hanno trascorso in media 2 ore e 23 minuti al giorno sulle varie piattaforme. Fin dall’avvento dei primi social network, termini come “like” e “tag” su Facebook si sono rapidamente integrati nel linguaggio quotidiano. Espressioni più recenti come “cringe” e “FOMO” sono già state incluse nell’elenco delle parole dell’Accademia della Crusca, evidenziando l’impatto dei social media sulla lingua.

Acronimi e neologismi nati sui social

In occasione del ventesimo anniversario di Facebook, Babbel ha raccolto acronimi e neologismi diventati virali sui social per riflettere sulla trasformazione delle parole nell’interazione online e offline. Per partecipare attivamente alle conversazioni online, è essenziale comprendere le sfumature di significato dei termini utilizzati. Le generazioni nativo-digitali, in particolare la Gen Z, hanno reso più labile il confine tra il vocabolario online e offline. Gli acronimi includono B.A.E. (Before Anyone Else), utilizzato per esprimere affetto e indicare una persona con cui si ha una relazione romantica, e P.O.V. (Point of View), usato per mostrare una scena attraverso gli occhi di un personaggio specifico. I.Y.K.Y.K. (If You Know, You Know) si riferisce a battute interne a un gruppo ristretto di persone, mentre G.O.A.T. (Greatest of All Time) è usato per definire una persona talentuosa.

I termini anglosassoni virali anche da noi

Gli anglicismi comuni includono “it’s giving”, usato per descrivere le “vibes” trasmesse da oggetti o persone, “era” per indicare una fase della vita e “tea” per riferirsi a pettegolezzi o informazioni riservate. “Dupe” è un termine utilizzato per descrivere copie economiche di prodotti di lusso, mentre “cap” e “sus” vengono usati per indicare rispettivamente la falsità o la sospettosità di un contenuto sui social media.

Online si usa un linguaggio informale 

Questi termini riflettono l’evoluzione del linguaggio nel contesto digitale, riporta Askanews, dove la brevità e l’informalità sono spesso preferite. L’influenza dei social media si estende anche alla cultura pop, con fenomeni come i “P.O.V.” diventati vere e proprie categorie di intrattenimento online. La fluidità tra l’online e l’offline è evidente anche negli anglicismi, che riflettono l’importanza della lingua inglese come lingua franca dei social media.

Per concludere

In conclusione, i social media hanno giocato un ruolo significativo nella trasformazione del linguaggio, introducendo nuovi termini e influenzando l’uso di espressioni esistenti. Restare al passo con questi cambiamenti è essenziale per comprendere appieno la comunicazione digitale e partecipare attivamente alla cultura online contemporanea.

Benessere fisico e mentale, perchè è così importante sul luogo di lavoro?

La tensione nei luoghi di lavoro italiani sta diventando sempre più evidente, con il 20% dei lavoratori intervistati che sperimenta momenti di stress eccessivo. Nel 2023, più di 17.000 colloqui condotti da una società di consulenza per il benessere psicologico hanno rilevato un diffuso malessere. Questa sofferenza si manifesta attraverso preoccupazioni ansiose, sintomi depressivi e stress. 

Allarme ansia, un’epidemia silenziosa

Il report del Servizio di Supporto Psicologico di Stimulus, diffuso in occasione della Giornata della Felicità il 20 marzo, evidenzia che oltre la metà delle consulenze (54,22%) riguarda l’ansia. Le preoccupazioni ansiose rappresentano il 34,84% dei casi, mentre il 19,38% manifesta uno stato ansioso prolungato nel tempo. Inoltre, l’11,77% dei colloqui mostra sintomi depressivi, con l’8,37% che si evolve in uno stato depressivo.

Lo stress e le sue origini

Marisabel Iacopino, Senior Service Coordinator di Stimulus Italia, spiega che lo stress è una reazione psicofisica alle sfide emotive, sociali e cognitive. Quando le richieste superano le risorse a disposizione, si verifica uno stress eccessivo. Il rapporto evidenzia che il 46,3% dei colloqui si concentra sulle difficoltà di relazione con colleghi e superiori, mentre il 24,1% riguarda il benessere negli ambienti di lavoro.

La crescente domanda di supporto

Il numero di colloqui in presenza è in costante aumento, segnalando una maggiore consapevolezza e accettazione del malessere psicologico. Nel 2023, sono stati condotti 3.672 colloqui in presenza, con un aumento del 17,65% rispetto all’anno precedente. Inoltre, sono stati introdotti sportelli di ascolto psicologico direttamente nelle aziende, con 538 consulenze svolte in loco.

Un cambiamento culturale

Valentina Marchionno, Network Coordinator di Stimulus Italia, osserva che l’avvio degli sportelli di ascolto in azienda ha contribuito a ridurre lo stigma legato al malessere psicologico. Le aziende si stanno impegnando sempre di più nell’affrontare le barriere culturali legate alla salute mentale. Andrea Bertoletti, Country Manager di Stimulus Italia, sottolinea l’importanza di promuovere una cultura del benessere organizzativo e di adottare strumenti per rilevare i segnali di malessere emergenti.

In sintesi, la ricerca evidenzia una crescente necessità di supporto psicologico nei luoghi di lavoro italiani, insieme a un cambiamento culturale che promuove una maggiore consapevolezza e accettazione del malessere mentale.