Omeopatia, un trend che non conosce più ostacoli

Il 98% degli italiani conosce i medicinali omeopatici, e il 66% li ha acquistati almeno una volta nella vita. Solo nell’ultimo anno, oltre 18 milioni di italiani (37%) li hanno utilizzati.
Questi dati indicano un trend positivo e una fiducia crescente verso i prodotti omeopatici, considerati da molti un valido supporto alla salute.
Lo conferma la recente indagine ‘Scenario e consumatori di Medicinali Omeopatici 2025’, condotta da Eumetra per Omeoimprese.

Tra i fattori che spingono a scegliere l’omeopatia, naturalità (54%), sicurezza e assenza di effetti collaterali (42%) e capacità di rafforzare il sistema immunitario (33%).
Secondo l’indagine, l’omeopatia viene utilizzata principalmente per trattare sintomi influenzali, raffreddore e mal di gola, insonnia e stress, prevenzione e rafforzamento del sistema immunitario, dolori muscolari e articolari, disturbi gastro-intestinali.

Il ruolo di medici e farmacisti

Nel guidare le scelte dei pazienti, l’elemento centrale è rappresentato dai professionisti della salute. Il 44% degli utilizzatori di omeopatia ha ricevuto una prescrizione dal proprio medico di base o pediatra, mentre il 52% ha acquistato su consiglio del farmacista.
Tuttavia, il 31% del campione ha espresso il desiderio di ricevere maggiori informazioni sui medicinali omeopatici, un dato che sale al 49% tra chi li ha utilizzati negli ultimi sei mesi.

Secondo gli intervistati, nel 54% dei casi il medico di base è il professionista della salute più indicato a fornire queste informazioni, il 40% riconosce questo ruolo al medico esperto in omeopatia, il 34% allo specialista e il 39% al farmacista. Ma gli italiani si aspetterebbero di ricevere queste informazioni anche dalle strutture sanitarie pubbliche (27%) e dalle autorità sanitarie (26%).

Chi sceglie i farmaci omeopatici?

L’esigenza di ricevere maggiori informazioni sui medicinali omeopatici da parte dei pazienti è legata anche alla mancanza di indicazioni terapeutiche nelle confezioni e sul foglietto illustrativo. Un’anomalia che tra tutti i Paesi europei riguarda solo l’Italia.

Ma chi sono i consumatori di medicinali omeopatici? La maggior parte appartiene alla fascia d’età 35-55 anni (72%), risiede prevalentemente nel Nord-Est e nel Centro Italia, con un picco in Toscana (75%) e ha figli (71%), a testimonianza di come l’omeopatia sia spesso una scelta che coinvolge il benessere dell’intero nucleo familiare.
Inoltre, è un target più femminile (60% vs 40% maschi), trasversale per età e area geografica, che mostra elevata soddisfazione nell’utilizzo, sia individuale sia per i membri della famiglia.

Farmacia e digitale: i canali di acquisto

Nonostante la digitalizzazione abbia avuto un impatto significativo anche sul settore farmaceutico, per gli acquisti il 92% degli acquirenti continua a preferire il canale fisico delle farmacie e parafarmacie sul territorio. Gli acquirenti infatti esprimono necessità di un confronto diretto con il professionista della salute e del valore di un consiglio competente per questa tipologia di farmaci.

L’online sta però guadagnando terreno. Il 21% degli utilizzatori ha comprato almeno una volta su Internet, sebbene gli acquirenti esclusivi online siano ancora una minoranza (6%), che non va a sostituirsi con chi predilige un rapporto diretto con il farmacista.

Famiglie: tra il 2021 e il 2023 sale il reddito in tutte le province d’Italia

Emerge dall’analisi di Unioncamere-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne sulle capacità di spesa della popolazione residente in Italia: tra il 2021 e il 2023 cresce il reddito disponibile delle famiglie in ogni provincia italiana, anche se a un ritmo assai differente tra il Nord e il resto del Paese.

I venti di crescita soffiano forti dalle Alpi (+13,4% le province alpine), ma perdono forza scendendo lungo lo Stivale (+11,2% il resto delle province).
Sondrio (+17,0%), Belluno (+15,4%) e Imperia (+15,1%) registrano gli aumenti più consistenti rispetto alla media italiana (+11,3%), conquistando la vetta della classifica provinciale., mentre fanno più fatica soprattutto le famiglie del Centro Italia (+10,3%). Roma (+9,5%) si colloca appena al 94° posto.

Un quadro più democratico rispetto alla produzione

“La geografia dei redditi delle famiglie delinea un quadro che possiamo definire più “democratico” rispetto a quello della produzione – sottolinea il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Gaetano Fausto Esposito -, perché le distanze territoriali appaiono meno accentuate. Mentre per il valore aggiunto pro-capite la distanza tra la prima provincia e l’ultima è di 3,6 volte, questa differenza si riduce a 2,4 volte per il reddito disponibile”. Questo dipende anche dai trasferimenti pubblici, che nel Mezzogiorno incidono per il 40% contro il 35% della media italiana. Ma se al Sud la dinamica delle retribuzioni da lavoro dipendente riflette la crescita economica rilevata negli anni più recenti, le retribuzioni per dipendente restano inferiori di circa il 15% rispetto la media nazionale.

Retribuzioni: crescono più del reddito disponibile, ma meno dell’inflazione

A contribuire alla crescita del reddito disponibile è soprattutto la componente legata al reddito da lavoro dipendente, aumentata dell’11,8% tra il 2021 e il 2023 a fronte dell’11,3% del reddito complessivo disponibile.
In 55 province su 107 il reddito da lavoro dipendente è cresciuto più di quello disponibile, un dato attribuibile soprattutto alla crescita della platea degli occupati (+850mila unità nel triennio).

Tutto ciò, comunque, non riesce a recuperare la perdita del potere d’acquisto generato dall’inflazione, arrivata a +14,2%.
Aumenti più consistenti del reddito da lavoro dipendente si registrano al Mezzogiorno (12,5%), in particolare in Abruzzo (+14,2%) e Sicilia (+13,8%). Il Centro mostra, anche in questo caso, una minore velocità (10,8%).

Milano prima per reddito pro-capite

Tra il 2021 e il 2023 restano saldi sul podio per reddito disponibile pro-capite Milano, con 34.885 euro, Bolzano ( 31.160) e Monza e della Brianza (29.452). Sul fronte opposto, Foggia scivola all’ultima posizione, con 14.554 euro a testa, penultima Caserta (14.683) e terzultima Agrigento (14.802).

Consistenti variazioni positive di posizione si rilevano soprattutto a Belluno, che guadagna 10 posizioni collocandosi al 23°, Sondrio, che ne scala 9 (43°) e Venezia, che ne recupera 7 (27°).
Sul fronte opposto, Pordenone, che retrocede di 10 ‘gradini’, classificandosi al 25° posto, Udine )-9, 36°) e Trieste (-8, 18°).

Parità di genere: a che punto siamo nel 2025? 

Ogni anno la ricorrenza dell’8 marzo  diventa un’occasione per analizzare lo stato dell’uguaglianza di genere a livello globale e comprendere quali siano le criticità ancora da affrontare. La Giornata Internazionale della Donna è un momento di riflessione dedicato ai progressi raggiunti in ambito sociale, economico e politico, ma anche alle discriminazioni e alle violenze che ancora oggi colpiscono le donne in molte parti del mondo. 

Un’indagine sulle opinioni dei cittadini di 30 paesi 

Anche nel 2025, Ipsos, in collaborazione con il Global Institute for Women’s Leadership del King’s College di Londra, ha realizzato un sondaggio internazionale coinvolgendo cittadini di 30 paesi, compresa l’Italia.

L’obiettivo dell’indagine è stato quello di comprendere le opinioni e le percezioni della popolazione in merito alla parità di genere, mettendo in evidenza tendenze e differenze tra le varie fasce generazionali.

Fiducia nel futuro delle giovani donne

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dal sondaggio riguarda l’ottimismo nei confronti del futuro delle ragazze di oggi. La maggioranza degli intervistati ritiene che le giovani donne avranno una vita migliore rispetto alle generazioni precedenti.
Però questa stessa fiducia è meno marcata quando si parla del futuro dei giovani uomini, segno di una percezione diversa delle opportunità tra i generi.

La Generazione Z è divisa 

Un altro dato significativo riguarda le opinioni dei giovani della Generazione Z. Mentre le ragazze di questa fascia d’età si identificano sempre più con il femminismo e sostengono la necessità di ulteriori progressi verso la parità, molti giovani uomini manifestano preoccupazioni riguardo a possibili squilibri. In particolare, cresce la percezione che gli sforzi per l’uguaglianza possano penalizzare la componente maschile, evidenziando un divario di vedute tra i due sessi.

Crescono le tensioni sociali 

Nonostante l’importanza riconosciuta alla parità di genere, meno della metà degli intervistati crede che nei prossimi cinque anni si faranno progressi significativi in questo ambito. Sebbene le iniziative governative e aziendali vengano percepite positivamente, in molti le considerano ancora insufficienti.

Inoltre, le tensioni tra uomini e donne, tra diverse fasce d’età e tra differenti classi sociali sono sempre più evidenti, specialmente tra i più giovani. Queste dinamiche potrebbero influenzare il dibattito sulla parità di genere e la sua evoluzione futura.

Il ruolo dell’esperienza personale 

Le esperienze di vita giocano un ruolo cruciale nella formazione delle opinioni sull’uguaglianza di genere. Ad esempio, chi ha avuto una manager donna o vive in un paese con una leader femminile tende ad avere una visione più positiva della parità.

Allo stesso tempo, molte donne ricordano di essere cresciute in famiglie in cui la madre o una figura femminile si occupava prevalentemente delle faccende domestiche, un aspetto che ancora oggi influisce sulla percezione dei ruoli di genere.

Bisogna ancora “lavorare” sull’uguaglianza

I risultati del sondaggio Ipsos sottolineano l’importanza di continuare a promuovere l’uguaglianza di genere, cercando di affrontare le preoccupazioni di tutte le fasce della società, inclusi i giovani uomini. Analizzare le differenze generazionali e le tensioni sociali che emergono dal dibattito sulla parità è essenziale per costruire una società più inclusiva ed equa per tutti.

Cyber attacchi in crescita nel 2024: 295 casi al mese, il 10% in Italia

Il panorama della sicurezza informatica nel 2024 si è rivelato più critico che mai. Secondo il Rapporto Clusit 2025, realizzato dall’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, lo scorso anno sono stati registrati 3.541 incidenti cyber su scala globale, segnando un aumento del 27,4% rispetto al 2023.

In media, si sono verificati 295 attacchi al mese, un dato in costante crescita rispetto ai 232 del 2023 e ai 139 del 2019. Ma oltre alla quantità, è peggiorata anche la gravità degli incidenti: il 79% di essi ha avuto conseguenze gravi o gravissime, evidenziando una minaccia sempre più impattante per aziende e istituzioni.

L’Italia nel mirino dei criminali informatici

Anche l’Italia ha dovuto fare i conti con un aumento degli attacchi informatici. Nel 2024 il numero di incidenti cyber è cresciuto del 15,2% rispetto all’anno precedente, confermando il nostro Paese come un bersaglio costante delle organizzazioni criminali digitali.

Dall’analisi dei dati emerge che l’Italia ha rappresentato il 10,1% degli attacchi globali, una percentuale in leggera diminuzione rispetto all’11,2% del 2023. Tra il 2020 e il 2024 sono stati individuati 973 attacchi importanti, di cui 357 solo nell’ultimo anno. Sebbene l’aumento sia meno drastico rispetto agli anni precedenti, la tendenza continua a preoccupare.

Attacchi più frequenti e impatti sempre più gravi

Nel nostro Paese, il 53% degli attacchi registrati nel 2024 è stato classificato come ad alto impatto, una percentuale superiore alla media globale del 50%. Gli attacchi di gravità critica sono stati il 9%, un dato inferiore al 29% registrato a livello internazionale. Tuttavia, gli incidenti di media gravità sono risultati molto più diffusi in Italia (38%) rispetto al resto del mondo (22%), segnalando una vulnerabilità diffusa, anche se meno devastante.

Secondo i ricercatori Clusit, i dati raccolti rappresentano solo una parte del problema. Molti attacchi informatici non vengono denunciati, sia per motivi di riservatezza sia per la difficoltà di raccogliere informazioni su alcune aree del mondo.

L’IA complica lo scenario

Anna Vaccarelli, presidente di Clusit, ha sottolineato come gli attacchi informatici siano sempre più sofisticati grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale e alla crescente diffusione di minacce vendute come servizio. Nel caso italiano, il numero di attacchi critici è inferiore alla media globale, ma quelli di media entità risultano più frequenti: c’è quindi l’urgenza di rafforzare le strategie difensive.

La sicurezza informatica deve continuare a essere una priorità per le aziende e le istituzioni, con la necessità di investire in protezioni sempre più avanzate.

Italiani chiacchieroni: tolleriamo il silenzio, ma solo per pochi secondi

I silenzi imbarazzanti mettono a disagio chiunque, ma il tempo necessario a rendere la situazione insostenibile non è uguale per tutti. Lo ha scoperto la piattaforma Preply intervistando 26.719 persone in 21 Paesi tra cui l’Italia: in media si inizia a trovare imbarazzante il silenzio dopo 6,8 secondi. In Italia però ne bastano solo 6,2 prima di cominciare a provare disagio.

E le più ‘colpite’ sono le generazioni più giovani. L’82% della Gen Z infatti considera i silenzi imbarazzanti. Ma con l’aumentare dell’età la percentuale di ‘imbarazzati’ da silenzio diminuisce, probabilmente a causa di una minore preoccupazione per i giudizi altrui.

Estranei, parenti, “capi” mettono a disagio

Di fatto, l’Italia è il Paese europeo dove i silenzi sono vissuti con maggiore imbarazzo, ed è superata a livello globale solo dal Brasile, dove le persone iniziano a sentirsi a disagio dopo appena 5,5 secondi di silenzio. Al contrario, in Paesi Bassi, Giappone e Thailandia il silenzio è ampiamente accettato.

In ogni caso, per gli italiani i silenzi più imbarazzanti sono quelli con estranei (57%) e parenti lontani (41%), soprattutto per gli over65.
Anche i silenzi con i superiori al lavoro possono creare disagio. Quasi un terzo degli italiani ammette di trovarsi in difficoltà, e la percentuale più alta è tra le donne (35%).

Donne e uomini soffrono silenzi diversi

Le donne tendono a sentirsi più in imbarazzo rispetto agli uomini anche nelle conversazioni con i suoceri. In generale, sembrerebbe che soffrano maggiormente il silenzio con persone su cui vorrebbero fare buona impressione, mentre gli uomini provano più imbarazzo nei momenti di silenzio con chi hanno legami stretti.

Inoltre, se tre persone su quattro ammettono di essersi sentiti a disagio in spazi ristretti come l’ascensore, tra le situazioni che imbarazzano gli italiani ci sono i primi appuntamenti (68%).
Al terzo posto, le conversazioni informali con estranei, fonte di imbarazzo per il 66% degli intervistati.

Spazi ristretti e primi appuntamenti sul podio dell’imbarazzo

Se si considerano i contesti in cui il silenzio imbarazzante è più temuto il primo appuntamento si rivela il più critico. È questa la situazione in cui si ha più paura di rimanere senza nulla da dire, soprattutto tra i giovani da 16 a 24 anni (49%).

Anche gli spazi ristretti restano tra le circostanze più scomode, seguiti dai discorsi in pubblico, dove un silenzio improvviso può diventare particolarmente snervante.
Curiosamente, gli uomini sembrano essere più emotivi delle donne quando si tratta di silenzi in momenti solenni, come un funerale o la fine di una relazione.

Tech: gli USA corrono, l’Europa insegue, l’Italia è sfiduciata

La tecnologia è considerata sempre più strategica dalle aziende e le organizzazioni, e l’Intelligenza artificiale è in testa agli investimenti. Non sorprende, quindi, che l’85% delle aziende preveda di aumentare gli investimenti in AI nei prossimi 12 mesi.
Tuttavia, emerge un netto divario tra la fiducia degli americani e quella degli europei, con l’Italia, in particolare, che appare più cauta.

Dai risultati della seconda edizione del ‘Confidence Barometer’ di Viva Technology e condotto da OpinionWay, emerge come il 100% degli executive intervistati riconosca i vantaggi dell’adozione tecnologica, citando aumento della produttività (62%) e riduzione dei costi (48%). 

USA e UK si percepiscono all’avanguardia

L’Intelligenza artificiale si conferma come la tecnologia con maggiore impatto potenziale (65%), seguita da cybersecurity (41%) e cloud computing (39%). Ma se l’81% degli executive considera in generale la tecnologia cruciale per la competitività internazionale, la fiducia nella propria posizione varia notevolmente.

Stati Uniti (92%) e Regno Unito (81%) si percepiscono all’avanguardia, seguiti da Francia e Germania (76%). L’Italia, con solo il 64% degli ottimisti, mostra minore fiducia nelle proprie capacità tecnologiche.
Anche nell’adozione di nuove tecnologie, USA (87%) e UK (82%) si percepiscono come leader, mentre l’Italia (44%) accredita un ritardo significativo.

Mancanza di personale qualificato e resistenza al cambiamento ostacolano l’innovazione 

Per garantire la competitività, gli intervistati puntano su personale qualificato (45%), investimenti in R&D (44%) e reputazione internazionale (43%). Stati Uniti e Francia, in particolare, sottolineano l’importanza della collaborazione internazionale.

La mancanza di personale qualificato (41%) e la resistenza al cambiamento (39%) sono visti come i principali ostacoli all’innovazione. Negli Stati Uniti, preoccupa anche la conformità normativa e la protezione dei dati (50%).

Del resto, nonostante il suo potenziale, la tecnologia porta con sé alcune preoccupazioni. Il 77% degli executive teme l’invasione della privacy e la diffusione di fake news, con la privacy che si qualifica come un tema sentito in tutti i paesi, soprattutto in USA (83%) e Spagna (90%), mentre Germania e Italia appaiono meno preoccupate.

L’ecosistema tech promuoverà diversità e inclusione

Per affrontare questi rischi, 9 aziende su 10 hanno implementato misure informative., ma oltre la metà delle aziende prevede una maggiore complessità nella gestione dei dati in futuro.

L’impatto ambientale della tecnologia, riporta Adnkronos, preoccupa il 70% degli intervistati, in particolare startup e scaleup (il 47% molto preoccupato). Anche gli Stati Uniti mostrano una crescente sensibilità al tema (74%), ma nonostante le preoccupazioni, il 90% degli executives vede la tecnologia come soluzione alle sfide sociali. In particolare, nell’ambito dell’educazione (45%) e della lotta alla disinformazione (42%).
Inoltre, l’81% ritiene che l’ecosistema tech promuova diversità e inclusione.

I regali preferiti dagli italiani? Quelli che non si possono comprare

Dalle preferenze ‘materiali’ ai sogni impossibili, il sondaggio ‘Babbo Natale’, realizzato da Human Highway, offre uno spaccato sui desideri natalizi e non degli italiani. E tra gli oggetti materiali conferma l’abbigliamento come categoria top.

In particolare felpa e piumino sono preferiti dagli uomini e il cappotto dalle donne. Quanto agli accessori, gli uomini preferiscono orologi e sneakers (al primo posto per i Millennial), le donne profumi e gioielli. E ancora, smartphone e PC sono in cima alla lista degli uomini, mentre le donne desiderano prodotti Dyson e smartphone.

Ma se il regalo è scelto con il cuore crea un momento di condivisione che unisce chi lo dona e chi lo riceve, trasmettendo emozioni profonde e consolidando legami sinceri. Alcuni regali, poi, non si comprano con il denaro, ma sono i più desiderati.

La macchina del tempo e altri desideri impossibili

La ricerca analizza le attese delle persone studiandone le reazioni di fronte a una lista di oggetti che non esistono, e probabilmente, non saranno mai disponibili. La scelta si svolge nell’ambito di un gioco di immaginazione, individuando l’oggetto preferito da una lista di ‘fanta-regali’.

E tra i desideri ‘impossibili’, spicca la ‘pillola che fa guarire da tutte le malattie’, il regalo più ambito in assoluto, seguita dal ‘teletrasporto’, al secondo posto è più desiderato dagli under 34, mentre ‘La macchina del tempo’ è il sogno più grande per gli over 55.
Le differenze di genere, invece, si colgono solo per alcune risposte, come il ‘colf robot’ per le donne e, ancora, la ‘macchina del tempo’ per gli uomini.

I doni più autentici cambiano secondo le età 

Tornando alla realtà, la ricerca svela i desideri più intimi delle persone, i regali che non si possono acquistare, ma che si vorrebbe ricevere.

Si tratta di ‘regali che non si possono comprare’ perché non si ottengono con uno scambio di denaro. Sono i doni più autentici, che esistono solo se qualcuno li regala per davvero.
Tra i desideri più sentiti, ‘Il tempo con una persona cara’, ‘Rapporti familiari più sereni’, ‘Il vero amore’, indicato particolarmente dai più giovani, ‘Stare di più con i miei figli’, scelto maggiormente dagli over 65.

Tutti vogliono una vita serena e ricca di relazioni significative

Ma quali sono i regali che si vorrebbero fare? Alla domanda, le donne rispondono che donerebbero salute alle loro mamme, mentre gli uomini alle mogli e i giovani tra 25 e 34 anni regalerebbero più tempo alla famiglia.

È sorprendente osservare come i desideri delle persone non si concentrino prevalentemente su beni materiali, o esperienze legate alla disponibilità economica, ma piuttosto sull’aspirazione a una vita serena, appagante e ricca di relazioni significative.
Questo orientamento emerge infatti sia nel tipo di regalo che si desidera ricevere per sé sia in quello che si vorrebbe offrire agli altri.

Gli accorgimenti per un ufficio più eco friendly

Quello della sostenibilità ambientale è un tema di grande attualità, e che non riguarda esclusivamente le abitudini di consumo in casa.

Anche nel contesto lavorativo infatti, adottare pratiche eco-friendly può fare la differenza, per poter contribuire ad un futuro più verde e, allo stesso tempo, migliorare l’immagine aziendale e il benessere dei dipendenti.

Ci sono in particolare delle soluzioni pratiche e accessibili a tutti per trasformare il proprio ufficio in uno spazio più rispettoso dell’ambiente, come vedremo a breve. Non servono grandi rivoluzioni, bastano piccoli accorgimenti quotidiani per ottenere risultati significativi.

Ridurre il consumo di carta

La digitalizzazione è una risorsa preziosa per ridurre drasticamente l’uso della carta.

Archiviazione digitale, condivisione di documenti online e firme digitali sono solo alcuni esempi di come si possa dematerializzare il lavoro d’ufficio.

Quando la stampa è inevitabile, è bene adottare alcune precauzioni:

  • Stampa fronte-retro: questa semplice pratica consente di dimezzare il consumo di carta.
  • Utilizzare carta riciclata: scegliere carta proveniente da fonti riciclate riduce l’impatto ambientale legato all’abbattimento degli alberi.
  • Riutilizzare la carta: fogli stampati su un solo lato possono essere riutilizzati per appunti o bozze.

Ottimizzare l’uso dell’energia

L’energia elettrica è una delle principali fonti di consumo in ufficio. Ecco alcuni consigli per ottimizzarne l’utilizzo:

  • Spegnere le luci: quando si lascia una stanza, spegnere sempre le luci.
  • Utilizzare lampadine a LED: le lampadine a LED consumano meno energia e durano più a lungo rispetto le lampadine tradizionali.
  • Spegnere i dispositivi elettronici: a fine giornata spegnere computer, monitor e altre apparecchiature elettroniche invece di lasciarle in stand-by.
  • Regolare la luminosità dei monitor: ridurre la luminosità dello schermo del computer può contribuire ad un significativo risparmio energetico.

Gestire correttamente i rifiuti

La gestione dei rifiuti è un aspetto fondamentale per un ufficio eco-friendly.

È importante implementare un sistema di raccolta differenziata efficace, con contenitori appositi per carta, plastica, vetro, metallo e organico (se presente una mensa o una zona ristoro).

Inoltre, è bene ricordare di:

  • Ridurre l’uso di plastica monouso: incentivare l’uso di borracce e tazze riutilizzabili, eliminando bicchieri e bottiglie di plastica.
  • Utilizzare dispenser per sapone e detergenti: preferire confezioni grandi e ricaricabili per ridurre la produzione di rifiuti.

Promuovere la mobilità sostenibile

Gli spostamenti casa-lavoro possono avere un impatto significativo sull’ambiente.

Per questo, è importante incentivare alternative sostenibili come quelle che seguono:

  • Incentivare l’uso dei mezzi pubblici: fornire informazioni sugli orari e le linee dei mezzi pubblici, o offrire abbonamenti agevolati.
  • Promuovere l’uso della bicicletta o del car pooling: mettere a disposizione parcheggi per biciclette o organizzare gruppi di car pooling tra i dipendenti.

Scegliere forniture eco-compatibili

Anche la scelta delle forniture per l’ufficio può fare la differenza. È preferibile optare per prodotti realizzati con materiali riciclati o biodegradabili, come:

  • Carta riciclata: come già accennato, la carta riciclata è una scelta più sostenibile rispetto alla carta tradizionale.
  • Articoli di cancelleria ecologici: penne, matite e altri articoli di cancelleria realizzati con materiali riciclati o biodegradabili.
  • Palettine da caffè in legno: al posto delle tradizionali palettine di plastica, si possono utilizzare alternative palettine da caffe in legno di betulla, un materiale biodegradabile e compostabile.

Creare un ambiente di lavoro green

Oltre agli aspetti pratici, è importante creare una cultura aziendale orientata alla sostenibilità. In questo senso, si può:

  • Sensibilizzare i dipendenti: organizzare incontri informativi o campagne di sensibilizzazione sui temi ambientali.
  • Coinvolgere i dipendenti in iniziative green: organizzare giornate ecologiche o concorsi a tema ambientale.
  • Introdurre piante in ufficio: le piante non solo migliorano la qualità dell’aria, ma contribuiscono anche a creare un ambiente di lavoro più piacevole e rilassante.

Ogni ufficio può fare la sua parte per un futuro più sostenibile, semplicemente adottando questi semplici accorgimenti.

Quali sono i migliori provider per la connettività in Italia nel 2024?

Il Rapporto 2024 sullo Stato di Internet in Italia, redatto dall’Osservatorio Statistico di Komparatore.it, si basa su oltre 79.000 test di velocità eseguiti dagli utenti. L’obiettivo è offrire una panoramica approfondita sulle prestazioni delle connessioni Internet nel nostro Paese, evidenziando le differenze regionali e i provider che stanno trainando l’innovazione nel settore.

Il Rapporto analizza in dettaglio i dati raccolti tramite il sistema avanzato di misurazione della velocità Internet, che monitora parametri come download, upload e latenza. Questi dati forniscono una visione chiara e aggiornata delle performance dei principali operatori (ISP), offrendo un utile strumento per guidare le scelte dei consumatori e supportare la transizione digitale.
E secondo lo studio a guidare il mercato delle connessioni veloci sono Iliad e Wind Tre.

Latenze competitive e connessioni affidabili per Vodafone, TIM, Sky Wifi

Con una velocità media di download di 476,45 Mbps, una velocità di upload di 291,89 Mbps e una latenza di soli 18,11ms, Iliad si conferma il ‘leader’ indiscusso a livello nazionale.
L’operatore ideale, quindi, per attività ad alta intensità di banda, come lo streaming in 4K, il gaming online e il lavoro da remoto.
Wind Tre, invece, si distingue in particolare nel Friuli-Venezia Giulia, registrando prestazioni eccezionali con una velocità di download che supera i 700 Mbps, risultato di investimenti significativi nell’infrastruttura locale.

Anche altri provider si sono fatti notare per l’equilibrio tra prestazioni e stabilità. Vodafone, TIM e Sky Wifi si posizionano tra i migliori per qualità del servizio, offrendo latenze competitive e connessioni affidabili.

Le regioni più veloci: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna

In regioni come Lazio, Campania e Lombardia questi operatori dimostrano che la competizione sul mercato Internet italiano è in forte crescita, spingendo verso soluzioni tecnologiche sempre più avanzate.
Ma il Rapporto 2024 sottolinea anche le differenze infrastrutturali tra le varie regioni italiane.

Mentre il Nord Italia si conferma come il punto di riferimento per la connettività, con regioni come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna ai vertici per velocità medie e stabilità, Centro e Sud Italia, pur evidenziando la necessità di ulteriori interventi per colmare il divario digitale, mostrano segnali incoraggianti. Questo, grazie agli investimenti di operatori come TIM, Iliad e Tiscali.
Anche le isole maggiori, Sardegna e Sicilia, registrano performance superiori alla media nazionale.

Ma persistono ritardi infrastrutturali

Il mercato italiano continua a evolversi, trainato dalla competizione tra i principali operatori. La presenza di player innovativi non solo stimola la riduzione dei costi, ma incentiva anche lo sviluppo di nuove tecnologie.

Secondo il rapporto, la maggior parte delle regioni italiane presenta velocità di download superiori ai 300 Mbps, a testimonianza di una rete infrastrutturale in costante miglioramento.
Tuttavia, aree rurali e meno densamente popolate continuano a soffrire di ritardi infrastrutturali, sottolineando la necessità di politiche mirate per garantire parità di accesso alla rete. La latenza media varia infatti significativamente tra le regioni, con alcune aree che necessitano di ulteriori interventi per offrire connessioni stabili e performanti.

Attenzione al Christmas blues, il “mal di feste” che colpisce un italiano su 5

Se per un italiano su tre le giornate delle feste natalizie non vengono associate solo a sentimenti di gioia, per uno su cinque, il 20,4%, la pausa del Natale porta solo emozioni negative, principalmente, tristezza, malinconia, ansia, stress, e noia. È il cosiddetto ‘Christmas blues’.
A descriverne gli effetti è Assosalute, l’associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, in una ricerca condotta da Human Highway.

Per affrontare il ‘Christmas blues’ gli esperti di Assosalute hanno messo a punto cinque consigli. Lo scopo è quello di trasformare il periodo natalizio in un’occasione di cura e benessere personale. Perché non per tutti il Natale è il momento più bello dell’anno. Anzi. Tante persone non sono felici di trovarsi a un passo dalle feste.

Pianificare il tempo con equilibrio e mantenere uno stile di vita sano

Anzitutto, pianificare il tempo con equilibrio. Creare una lista di attività che piacciono e alternarle agli impegni natalizi. Evitare di sovraccaricarsi con troppi eventi o aspettative, e ritagliarsi del tempo per stare da soli o per rilassarsi, ad esempio, leggendo un libro o passeggiando nella natura.

Mantenere, poi uno stile di vita sano: non trascurare il benessere fisico, anche durante le feste, seguendo un’alimentazione equilibrata e cercando di fare attività fisica regolarmente. Anche una breve camminata, soprattutto dopo i pasti, può aiutare. Assicurarsi inoltre di dormire a sufficienza (almeno 7 ore notte). Queste abitudini riducono lo stress e migliorano l’umore.

Accettare la tristezza e fare volontariato

Terzo consiglio: accettare, accogliere e condividere tristezza, ansia e frustrazione. È normale e umano provare malinconia o tristezza durante le feste. Per gestire l’ansia o l’irritabilità, si consiglia di praticare tecniche di rilassamento, come meditazione e respirazione profonda, scrivere in un diario o connettersi con amici e parenti tramite videochiamate.

Partecipare a eventi locali o attività di volontariato può anche donare un senso di appartenenza. 
Trascorrere il tempo con persone positive e ridurre gli incontri percepiti come obbligatori aiuta a migliorare il benessere emotivo.

La perfezione non esiste, neanche durante le Feste

Quarto consiglio: limitare le aspettative e praticare la gratitudine. Non cercare la ‘perfezione’ nelle feste, le celebrazioni non devono necessariamente seguire uno standard ideale. Concentrarsi invece su ciò che si ha e apprezzare le piccole gioie, come un momento tranquillo con un amico o un familiare, una buona tazza di tè o una passeggiata sotto le luci natalizie.

E se necessario, ricorrere ai farmaci da banco che possono essere utili per gestire alcuni disturbi fisici comuni associati al Christmas blues.