Meno auto, più condivisione: il carpooling prova a cambiare il traffico italiano

Tra file interminabili al semaforo e tangenziali ingolfate di macchine, l’Italia continua a muoversi soprattutto su quattro ruote private. Ridurre il numero di veicoli in circolazione senza rallentare la vita quotidiana è ormai una necessità concreta.

Secondo gli ultimi dati di ISPRA, il trasporto passeggeri nel nostro Paese è dominato da auto e motocicli, con una quota modale che sfiora il 79%. In altre parole, quasi otto spostamenti su dieci avvengono ancora su mezzi privati. E nelle grandi città il conto si paga in tempo perso: il Global Traffic Scorecard 2025 di INRIX segnala che a Roma ogni automobilista trascorre 76 ore l’anno bloccato nel traffico, mentre a Milano le ore sono 67.
In questo contesto, il carpooling non è più un esperimento per pochi. È una delle risposte concrete ai bisogni di oggi. L’oggettiva crescita del fenomeno è confermata dall’edizione 2026 dell’Osservatorio Nazionale sul Carpooling di Jojob Real Time Carpooling, che ha analizzato gli spostamenti condivisi dell’ultimo anno.

I numeri che confermano il cambiamento in atto

Nel 2025 i viaggi condivisi hanno raggiunto quota 795.335, più del doppio rispetto ai 373.767 del 2023. Un balzo del 113% in due anni. Non è un dettaglio statistico: significa che sempre più persone scelgono di dividere l’auto per andare al lavoro o in università.

L’impatto sul traffico è evidente. Le “auto tolte dalle strade” – calcolate in base ai passeggeri trasportati – sono state 454.819 nel 2025, contro le 212.410 del 2023. Quasi mezzo milione di vetture in meno, virtualmente parlando.
Anche l’ambiente respira. La CO₂ risparmiata ha superato 1,6 milioni di chilogrammi, con un aumento del 153% rispetto a due anni prima. E cresce pure il beneficio economico: il risparmio stimato per gli utenti ha raggiunto 2,49 milioni di euro nel 2025, contro meno di un milione nel 2023.

Dove e con chi si condivide di più

Oltre la metà dei viaggi si concentra in cinque regioni: Piemonte, Puglia, Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. Segno che il fenomeno attecchisce soprattutto dove la mobilità casa-lavoro è intensa.

Il profilo degli utenti? Prevalentemente persone in piena età lavorativa. Quasi il 59% è nato tra gli anni ’80 e ’90. La fascia 30-39 anni è la più attiva, seguita da quella 40-49. Gli uomini rappresentano circa il 71% dei viaggiatori, ma le donne utilizzano più spesso il servizio come passeggere.