L’industria farmaceutica in Italia è un settore in buona salute

Il settore farmaceutico italiano è in buona salute: lo si evince innanzitutto dal dato occupazionale, che vanta una crescita ininterrotta dal 2014, pari al 13% in sei anni. Inoltre, nel panorama manifatturiero nazionale il comparto farmaceutico si contraddistingue per una preponderanza di imprese di medie e grandi dimensioni.

“Dal 2008 al 2018, il comparto farmaceutico si è ulteriormente strutturato portando la quota di fatturato delle grandi imprese dal 77% all’82%”, commenta Lucio Poma, coordinamento scientifico Nomisma. La crescita del settore farmaceutico italiano, primo in Europa per numero di imprese coinvolte, rischia però di frenare per la carenza di materie prime e per i colli di bottiglia che gravano su tutta la catena del valore. È l’allarme lanciato dall’Osservatorio sul sistema dei farmaci generici, realizzato da Nomisma per Egualia, già Assogenerici.

Un incremento occupazionale in controtendenza rispetto alla manifattura

Al 2020, nelle imprese farmaceutiche localizzate in Italia sono impiegati circa 67.000 occupati, l’1,7% dei lavoratori del settore manifatturiero.

“Nell’ultimo anno il comparto farmaceutico ha registrato la crescita occupazionale più consistente tra tutti i comparti manifatturieri (+1,8%) – spiega Poma -. Focalizzando l’attenzione sull’ultimo decennio, il comparto è uno dei pochi a segnare un incremento occupazionale. La farmaceutica cresce, infatti, del 3,6%, in controtendenza rispetto alla manifattura”.

Tuttavia, rispetto all’anno precedente il numero è calato del -5,7%. “La flessione del 2020 deve essere interpretata nel contesto della pandemia – aggiunge Poma -, nonostante la flessione che il valore aggiunto farmaceutico ha registrato in valori assoluti, la sua incidenza sul totale manifatturiero è cresciuta dal 3,8% del 2019 al 4,1% del 2020”.

Le imprese del farmaceutico non smettono di investire

Dal 2008 al 2019 il settore farmaceutico ha registrato la maggiore crescita del valore della produzione (+7,1%), in controtendenza rispetto all’andamento manifatturiero complessivo.

“Secondo le stime di Farmindustria – prosegue Poma -, con 2,3 miliardi di euro di medicinali prodotti e una quota sulla produzione totale UE pari al 23%, l’Italia è leader a livello europeo”, davanti a Germania, Francia e Regno Unito.

Inoltre, a differenza di altri settori produttivi, le imprese del farmaceutico non hanno smesso di investire. Nel decennio l’Osservatorio ha rilevato una crescita dell’incidenza degli investimenti farmaceutici sugli investimenti totali manifatturieri di mezzo punto percentuale, dal 2,9% del 2008 al 3,4% del 2019.

Il sesto comparto per valore dell’export nazionale

Dal punto di vista dell’export il settore farmaceutico ha segnato una crescita del +3,8% rispetto al 2019, che lo conferma il sesto comparto per valore dell’export nazionale. Al 2020 le esportazioni del farmaceutico valgono 33,9 miliardi di euro, con un tasso di crescita in dodici anni del +184%.

“La maggiore intensità di crescita delle esportazioni farmaceutiche rispetto a quelle manifatturiere complessive comporta una continua ascesa delle quote di esportazioni di questo comparto sul totale delle esportazioni italiane – sottolinea Poma -. Se nel 2008 le esportazioni di settore pesavano per il 3,4% su quelle manifatturiere, nel 2020 tale valore risulta più che raddoppiato, superando la soglia dell’8%”.

Lavoro: i 10 trend per il 2022 (e oltre)

Nel mondo del lavoro è in corso una vera e propria rivoluzione, che porta con sé cambiamenti non solo per il mondo del business, ma anche per la vita delle persone. Sempre più aziende optano infatti per un’organizzazione del lavoro che non richieda una presenza continuativa in ufficio. Par5endo da questa evidenza IWG ha stilato i 10 trend del mondo del lavoro per il 2022. Il primo è la centralità delle relazioni umane. Con il lavoro da remoto e il fenomeno delle Grandi Dimissioni, le imprese sembrano essersi rese conto che la felicità è uno stimolo per la produttività. Infatti, le aziende nel futuro investiranno per favorire il benessere dei dipendenti, fornire supporto psicologico e migliorare le dinamiche di comunicazione interna. 

Si ampliano i processi di recruitment al perimetro nazionale o internazionale
D’ora in poi ci si aspetta l’iper flessibilità nell’organizzazione del lavoro, e le aziende che non sapranno garantirla rischiano di perdere i propri talenti. Ma con l’affermarsi del lavoro da remoto non sarà più necessario reclutare forza lavoro che risiede in prossimità o nell’area di riferimento dell’azienda. Si apre infatti la possibilità di ampliare i processi di recruitment al perimetro nazionale o addirittura internazionale. Il lavoro ibrido inoltre sta contribuendo a vivacizzare le aree suburbane e periferiche. Non dovendosi recare in ufficio giornalmente, le persone passano più tempo nelle aree di residenza, sostenendo i consumi e incentivando la nascita di nuovi servizi.

L’ufficio come luogo di collaborazione, confronto e creatività
Secondo IWG in Italia la tendenza è di concentrare i giorni di presenza in ufficio nel cuore della settimana. Ma se sono sempre più i pendolari part time l’ufficio fisico continuerà a giocare un ruolo centrale quale luogo della collaborazione, del confronto e della creatività. Gli uffici del futuro integreranno aree ristoro e relax, ospiteranno ampi tavoli per il lavoro in comune e spazi simili ai salotti residenziali. Le aziende, inoltre, tenderanno a investire nella creazione di spazi verdi o forniranno il proprio contributo per la gestione e il miglioramento di parchi e giardini esistenti.
Non solo aumenteranno le piattaforme di collaborazione virtuale, ma si svilupperanno nuovi sistemi che faranno leva su realtà virtuale a realtà aumentata. In breve, passeremo da “davanti” a “dentro” lo schermo.

L’introduzione di nuove metriche di produttività
La nuova organizzazione del lavoro, riporta Ansa, fornirà alle aziende una leva importante per il raggiungimento degli obiettivi ESG, oltre a contribuire al raggiungimento degli SDGs, gli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’Onu. L’adozione del lavoro da remoto e/o del lavoro ibrido gioca un ruolo in termini di riduzione delle emissioni, ma contribuisce anche al miglioramento del benessere personale, favorisce l’uguaglianza di genere e comporta una riduzione dei costi per l’azienda: per ogni dipendente che lavora da remoto per metà della settimana, il datore di lavoro risparmia 11mila dollari l’anno. Con dipendenti lontani dall’headquarter aziendale verranno poi introdotti nuovi strumenti di gestione dei flussi di lavoro basati su cloud, utili a monitorare l’avanzamento lavori e i tempi di completamento.

Global Digital Report, i dati sull’Italia digitale 2021

L’ottava edizione del Global Digital Report di We Are Social presenta un focus specifico sull’Italia digitale nel 2021. Secondo il report nel 2021 gli italiani connessi a internet sono quasi 51 milioni (+1,7%), e quelli attivi sulle piattaforme social oltre 43 milioni (+5,4%). Cresce poi anche il possesso di smartphone (97,3%) e computer desktop o laptop (oltre il 75%), ma anche di smartwatch e smart home. Quanto alla spesa, non si ferma quella per prodotti digitali (+21%), trainata per valore e crescita principalmente dal mercato videoludico, che contribuisce per quasi la metà di tutti i pagamenti per beni digitali.
In ripresa poi il settore del travel, con cali solamente per il noleggio vetture e i biglietti ferroviari, mentre crescono del 300% le crociere.

Fruizione dei video e pagamenti online

Quasi il 90% ormai guarda ogni settimana video online, soprattutto video musicali (47%), tutorial/how-to (37%) e comedy/meme (34). Ma quasi l’82% ama passare il tempo con i videogiochi. La fa da padrone lo smartphone (62%), seguito da console (38%) e computer (35%).
Ed estremamente ridotto appare il gap tra chi possiede un account con un’istituzione finanziaria (94%) e chi ha effettuato o ricevuto un pagamento digitale (90%, valore più alto rispetto a chi possiede una carta di debito, 85%). Una persona su 3 utilizza app di servizi finanziari/assicurativi ogni mese, circa 1 su 8 effettua pagamenti digitali tramite smartphone, e circa 1 su 15 possiede cryptovalute.

La ricerca sul web tra assistenti vocali e motori di ricerca

Quanto alle ricerche, più di una persona su 5 utilizza assistenti vocali almeno ogni settimana, una su 3 cerca informazioni su brand, prodotti o servizi sui social media, una su 4 utilizza strumenti per la ricerca per immagini da mobile almeno su base mensile, e quasi 3 su 10 utilizzano mensilmente strumenti di traduzione online. Per la brand discovery rimangono importanti i motori di ricerca (43%) e l’adv, televisivo (36%), sulle piattaforme social (22%) più che sui siti (20%). Leggermente diverso il discorso per la brand research online, dove i motori di ricerca hanno un vantaggio più ampio, ma quasi un italiano su 3 si affida ai social network per ottenere informazioni in merito a brand di suo interesse, con un leggero margine anche sui siti dei brand stessi.

Social, ulteriore crescita per l’onboarding di nuovi utenti

Per quanto riguarda l’utilizzo delle piattaforme social, il 2021 è un anno di ulteriore crescita per quanto riguarda l’onboarding di nuovi utenti (+5,4%), ma un leggero rallentamento per quanto riguarda il tempo speso online (-5 minuti al giorno rispetto al 2020).
Le principali motivazioni che spingono le persone verso i social sono legate al rimanere aggiornati (48%), tenere contatti con amici e famiglia (47%), e riempire il tempo libero (46%). WhatsApp, Facebook, Instagram sono sia le più utilizzate sia le preferite dagli utenti. E se anche Messenger non è distante in entrambe le classifiche cresce Telegram, sia per l’utilizzo sia nelle preferenze. Cresce però ancora TikTok (30%), e fa l’ingresso in classifica Discord (9%), non distante da Snapchat e superando Reddit.

Food Delivery: i trend e le nuove abitudini dei consumatori 

In tutto il mondo i consumatori si affidano sempre di più al delivery per farsi consegnare a casa i piatti dai ristoranti più amati, o per soddisfare qualsiasi esigenza nell’arco della giornata. E dal Delivery Report 2021di Glovo emergono nuove o consolidate abitudini di consumo. Dal food delivery alla spesa cresce la voglia di piatti vegetariani e haute cuisine, ma sul podio resta la cucina italiana, seguita da quella giapponese e cinese. Quanto agli ordini consegnati nel corso del 2021, pizza, hamburger e pollo sono stati i piatti più richiesti.

I Food trend: cresce la voglia di piatti vegetariani
A livello mondiale la cucina italiana siede quindi sul podio, seguita da quella giapponese e cinese, e a livello di specialità il ramen ha sperimentato la più grande crescita, con ordini che hanno superato il 295% rispetto all’anno precedente. Dall’analisi degli ordini di food delivery affiora inoltre la voglia di piatti vegetariani, incrementati a livello mondiale del 71% rispetto al 2020. Ma cresce anche la presenza della haute cuisine, con un aumento degli ordini del 350% da ristoranti stellati e premium per farsi viziare il palato da chef rinomati.

Voglie alimentari per la spesa dell’ultimo minuto
Dall’analisi di Glovo emerge come la giornata in cui si fanno ordini atti a soddisfare le voglie alimentari è la domenica, e in Italia sono più del doppio rispetto a un normale giorno feriale. Tra i cibi più ordinati, pasticcini ripieni (eclair), i fartòn (tipico dolce di Valenza), i palatschinken, i churros e il gelato. Nel 2021 cresce però anche il comparto della spesa, che ha registrato un incremento degli ordini del 63% a livello mondiale e del 400% in Italia. Questo grazie anche alla rete di oltre 70 magazzini urbani, di cui 15 in Italia, distribuiti nelle grandi città, a cui ci si affida soprattutto per la spesa cosiddetta emergenziale. Acqua, cubetti di ghiaccio e banane emergono come gli immancabili nel cestino della spesa dell’ultimo minuto.

Anything delivery, se vuoi qualcosa ti arriva a casa
Nel 2021 crescono poi anche gli ordini multi-categoria. Tanto che tra i primi posti della classifica ci sono anche i fiori, con le rose e i tulipani che la fanno da padrone, soprattutto nel giorno di San Valentino. A crescere però anche gli articoli per gli animali domestici.
Quanto al ranking degli ordini più strani, secondo il Delivery Report 2021 in Montenegro un rider ha trasportato i documenti di divorzio, in Polonia, un amante del tè ha ordinato 732 bustine, a Roma si sono fatti recapitare d’urgenza le extension per i capelli. Ma il più grande fan di Glovo si trova in Spagna e ha fatto acquisti per un valore di quasi 130.000 euro.

Mancano 1 milione di posti tech, ma solo il 13% dei developer cerca lavoro

Sono più di 1 milione i posti lavoro vacanti nel settore tech, questo perché negli ultimi due anni le aziende hanno accelerato i processi di digitalizzazione. E quello degli sviluppatori, in particolare, è uno dei 25 lavori in più rapida crescita negli ultimi cinque anni, e con più richieste da parte delle aziende. Di fatto, gli sviluppatori It ricevono circa 24 offerte di lavoro al mese. Tuttavia, soltanto il 13% dei developer è alla ricerca attiva di lavoro, mentre il 67% non sta attivamente cercando un impiego, ma si dichiara aperto a nuove opportunità. 
Per aiutare Hr e imprese a conquistare gli sviluppatori, e superare questo mismatch, Codemotion ha stilato 5 consigli per attrarre i migliori developer in azienda: dal focus sulle tecnologie alla formazione, dalle selezioni snelle e trasparenti alla creazione di un digital mindset che coinvolga tutti i dipendenti.

Come attrarre e trattenere un bravo sviluppatore?

“Gli sviluppatori sono tra le figure professionali più ricercate dal mercato del lavoro e se le imprese vogliono vincere la competizione per attrarre i migliori developer devono imparare a parlare la loro lingua – afferma Nelly Bonfiglio, Chief Commercial Officer di Codemotion -. Abbiamo lanciato il format HRmeetsDEV proprio per mettere in contatto due mondi, quello degli Hr manager e quello degli sviluppatori, che tradizionalmente faticano a comunicare. La chiave per attrarre e trattenere un bravo sviluppatore – osserva Bonfiglio – è offrire ciò che realmente cerca, come selezioni snelle e trasparenti, disponibilità di nuove tecnologie, formazione, ma anche avere una cultura aziendale e un mindset digitale comune a tutta la popolazione aziendale, che consenta al developer di esprimere il suo potenziale”.

Il ruolo delle Risorse Umane è fondamentale 

Obiettivo delle aziende deve quindi essere quello di diventare il posto migliore in cui uno sviluppatore vorrebbe andare a lavorare. In questo senso, il ruolo del mondo delle Risorse Umane è fondamentale. Ma qual è la chiave? Stando ai 5 consigli di Codemotion, al colloquio di lavoro è meglio parlare la lingua degli sviluppatori e specificare le tecnologie usate in azienda. Inoltre, bisogna essere trasparenti nella selezione, quindi promuovere la formazione, e coltivare un mindset digitale e flessibile.

Un format per promuovere l’incontro fra Hr e sviluppatori

Codemotion è la piattaforma di riferimento per la crescita professionale degli sviluppatori e per le aziende alla ricerca dei migliori talenti in ambito tecnologico.
Insieme a Acea, Ey, Musement, PwC e Teoresi Group Codemotion ha quindi ideato il format #HRmeetsDev composto da una serie di panel con l’obiettivo di far incontrare il mondo delle Risorse Umane con il mondo Tech e aprire un dialogo tra queste due realtà.

Riscaldamento globale: gli ultimi 7 anni sono stati i più caldi

L’estate 2021 è stata la più calda mai registrata in Europa, ma secondo Copernicus Climate Change Service (C3S), il servizio implementato dal Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), gli ultimi sette anni sono stati i più caldi in assoluto a livello globale. Un record che non riguarda solo le temperature, ma anche le concentrazioni globali di anidride carbonica e metano. Nel 2021 i livelli di anidride carbonica (CO2) hanno infatti raggiunto un record globale annuale medio di circa 414 ppm (parti per milione), e il metano (CH4) un record di circa 1876 ppb (parti per miliardo). 

Le temperature dell’aria superficiale globale

A livello globale, la temperatura media annuale del 2021 è stata di 0,3°C superiore rispetto alla temperatura del periodo 1991-2020, e di 1,1-1,2°C superiore al livello del 1850-1900. In rapporto al periodo di riferimento di 30 anni le regioni con temperature più alte della media sono comprese in una fascia estesa dalla costa occidentale degli Stati Uniti al Canada nord-orientale fino alla Groenlandia, così come ampie parti dell’Africa centrale e settentrionale e del Medio Oriente. Temperature inferiori alla media sono state rilevate nella Siberia occidentale e orientale, Alaska, e Pacifico centrale e orientale, in concomitanza con avvenimenti come La Niña all’inizio e alla fine del 2021, così come nella maggior parte dell’Australia e in parti dell’Antartide.

La situazione in Europa

L’estate europea del 2021 è stata la più calda mai registrata, con giugno e luglio i secondi più caldi dei loro rispettivi mesi e agosto rimasto vicino alla media generale, ma con una notevole differenza tra temperature superiori alla media a sud e sotto la media a nord.
Numerosi gli episodi estremi con un impatto significativo. Luglio ha registrato episodi di precipitazioni molto intense nell’Europa centro-occidentale, mentre la regione mediterranea ha vissuto un’ondata di calore anche in parte di agosto, con temperature elevate soprattutto in Grecia, Spagna e Italia. Il record europeo di temperatura più elevata è stato superato in Sicilia (48,8°C), e condizioni di caldo e siccità hanno preceduto eventi di incendi intensi e prolungati, in particolare nel Mediterraneo orientale e centrale.

Le concentrazioni di CO2 e CH4

L’analisi preliminare dei dati satellitari indica che la tendenza al progressivo aumento delle concentrazioni di anidride carbonica è proseguita nel 2021. Il mese con la più elevata concentrazione è stato aprile 2021 con una media mensile globale di 416.1 ppm.
L’analisi iniziale dei dati satellitari indica inoltre un aumento anche delle concentrazioni atmosferiche di metano, che raggiungono un valore massimo globale medio senza precedenti.
Entrambi i tassi sono molto elevati rispetto ai tassi dei precedenti due decenni della raccolta dati satellitare, riporta Adnkronos. Tuttavia, al momento non si comprende pienamente perché questo avvenga. L’identificazione dell’origine di questo aumento è complessa, in quanto il metano conta molteplici fonti, tra cui alcune antropogeniche (lo sfruttamento di giacimenti di petrolio e gas) ma anche naturali o seminaturali (le zone umide).

Nel terzo trimestre 2021 i prezzi delle case aumentano del +4,2%

Nel terzo trimestre del 2021 l’indice dei prezzi delle case acquistate dalle famiglie italiane, sia per fini abitativi sia per investimento, è aumentato dell’1,2% rispetto al trimestre precedente, e del 4,2% nei confronti dello stesso periodo del 2020. Nel secondo trimestre del 2021 l’aumento era pari al +0,4%.
Secondo le stime preliminari dell’Istat sull’andamento dei prezzi delle abitazioni si tratta di un aumento record. “I prezzi delle abitazioni aumentano su base annua per il nono trimestre consecutivo – commenta l’Istituto di statistica – registrando il tasso di crescita tendenziale più alto da quando è disponibile la serie storica dell’indice Ipab”. 

Una crescita tendenziale sia per le abitazioni nuove sia per quelle esistenti 

L’aumento tendenziale dell’indice, ha spiegato l’Istituto di statistica, è da attribuirsi sia ai prezzi delle abitazioni nuove, che hanno accelerato la crescita, passando dal +2% registrato nel secondo trimestre 2021 al +3,9% del terzo, sia ai prezzi delle abitazioni esistenti (che pesano per più dell’80% sull’indice aggregato) che sono aumentati del 4,2%. Una percentuale in forte accelerazione rispetto al trimestre precedente, nel quale erano rimasti stabili.

A livello congiunturale i prezzi delle nuove abitazioni a +3%.

Questi andamenti positivi si registrano in un contesto di crescita vivace dei volumi di compravendita. La variazione tendenziale registrata nel terzo trimestre 2021 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale è infatti del +21,9%. Su base congiunturale, dopo la stabilità del trimestre precedente, secondo l’Istituto di statistica l’aumento è dovuto soprattutto ai prezzi delle abitazioni nuove, che hanno registrato un incremento pari al +3%. Sono cresciuti però anche i prezzi delle abitazioni esistenti, ma in misura meno ampia rispetto a quanto registrato nel trimestre precedente, attestandosi al +0,8% dopo il +2% registrato nel secondo trimestre dell’anno.

Nei primi nove mesi del 2021 l’aumento medio è del 2,1%

Di fatto, riferisce Askanews, rispetto allo stesso periodo del 2020, nei primi tre trimestri del 2021 i prezzi delle abitazioni sono aumentati in media del 2,1%.
Nel dettaglio, i prezzi delle abitazioni nuove hanno fatto registrare un +3,3%, e quelli delle abitazioni esistenti sono cresciuti dell’1,8%. Sempre secondo l’Istituto di statistica, il tasso di variazione acquisito dell’Ipab (Indice prezzi abitazioni) per il 2021 è pari a +2,6%. In particolare, l’aumento è del +3,5% per quanto riguarda le abitazioni nuove, e del +2,3% per quanto riguarda le abitazioni esistenti.

Natale 2021, gli italiani amano ricevere cibo per regalo

Più di 1 italiano su 2, quasi il 60% della popolazione complessiva, afferma di regalare del cibo in occasioni come il Natale, e circa l’80% dichiara di gradire prodotti alimentari come dono. Un regalo simbolo di piacere, e che significa soprattutto tradizione e famiglia. Insomma, regalare cibo e prodotti alimentari a Natale sembra essere sempre più parte integrante della tradizione natalizia italiana. Lo rivela una ricerca condotta da Swg per Deliveroo, la piattaforma nell’online food delivery, che ha indagato sul rapporto tra gli italiani e i regali di prodotti alimentari.

Dal buono per una cena a una bottiglia di vino 

Regalare cibo è una opzione presa in considerazione con una certa regolarità soprattutto dalle fasce d’età centrali (35-54 anni), e non solo a Natale, ma anche per fare una sorpresa o per altre occasioni particolari. Tra i regali particolarmente apprezzati, quasi il 60% degli intervistati indica ‘un buono per una cena o un pranzo da consumare presso la propria abitazione’, con punte di oltre il 64% tra i 25-34enni e al Sud Italia. In testa alle preferenze i prodotti alimentari (78%), davanti a un dolce o dessert (66%) e una bottiglia di vino o altri alcolici (67%). Per il 17% del campione, un anno di delivery è considerato uno dei migliori regali culinari che si possano ricevere.

Un regalo ‘sentito’, ma non eccessivamente intimo

Ma cosa significa per gli italiani regalare cibo? Per il 29% degli intervistati donare un prodotto culinario è simbolo di piacere, per il 21% significa ‘famiglia’ e il 20% lo lega al concetto di tradizione. Un regalo sentito dunque, ma non eccessivamente intimo, ancora più gradito se è qualcosa di diverso da quello che si è abituati a mangiare (42% delle risposte), oppure che non si è in grado di cucinare (33%), da condividere, come una torta (28%), o tipico del Natale (26%). E se regalare cibo a parenti e amici sembra ormai un’abitudine sempre più consolidata e un atto di piacere, nel periodo natalizio, a Roma, sarà possibile farlo in un modo davvero insolito.

A Roma si dona e si riceve “Il regalo più bello”

In occasione dell’avvio della campagna di comunicazione dedicata al Natale dal titolo Il regalo più bello, riporta Adnkronos, Deliveroo ha installato presso la cavea della stazione della Metro A ‘Cipro’ un enorme zaino interattivo nelle vesti di un grande regalo di Natale. Fino al 21 dicembre, infatti, attraverso uno screen presente sullo zaino, sarà possibile accedere alla app, consultare i menu dei migliori ristoranti romani presenti in piattaforma, e regalare buon cibo ad amici o ai propri cari.
Tutti coloro che decideranno di regalare una gustosa sorpresa attraverso la Box, riceveranno in regalo una gift card dal valore di 20 euro da utilizzare sulla app.

Terziario lombardo: Servizi +5,5%, Commercio al dettaglio -0,2%

I risultati del terziario lombardo nel terzo trimestre dell’anno evidenziano un quadro complessivo contrastante, anche se gli elementi positivi sembrano prevalere e le aspettative degli imprenditori sono compatibili con un trend di crescita. Secondo i dati congiunturali del terzo trimestre 2021 di Unioncamere Lombardia relativi al terziario lombardo i Servizi registrano un incremento del +5,5% sostenuto dai prezzi, mentre il Commercio al dettaglio si ferma al -0,2%.
“Come Regione rimane l’impegno di mettere in campo tutto il sostegno possibile con misure concrete”, dichiara Guido Guidesi, assessore allo sviluppo economico di Regione Lombardia. Nelle prossime settimane usciranno infatti alcuni bandi regionali, come ‘Nuova Impresa’ e ‘Attività Storiche’, dedicati alle attività più colpite dalla crisi pandemica.

Servizi: incremento del fatturato sostenuto dall’aumento dei prezzi di vendita

Nei servizi il fatturato mostra un incremento elevato su base annua (+15,9%), condizionato dai bassi livelli di attività che avevano caratterizzato il 2020, tuttavia il percorso di crescita è robusto, come conferma la variazione sul trimestre scorso (+5,5%). L’incremento del fatturato è sostenuto anche dall’accelerazione dei prezzi di vendita (+1,8%), particolarmente evidente nel commercio all’ingrosso. Il terzo incremento congiunturale positivo consecutivo permette quindi all’indice Unioncamere Lombardia del fatturato di toccare quota 107, colmando il divario con i valori pre-crisi. Qui, servizi alle imprese e commercio all’ingrosso toccano i massimi storici, mentre alloggio, ristorazione e servizi alle persone non hanno ancora recuperato i livelli del 2019.

Commercio al dettaglio, andamento stagnante ma fiducia degli imprenditori

Nel commercio al dettaglio il fatturato aumenta del +4,2% su base annua, ma la variazione congiunturale evidenzia invece un andamento stagnante (-0,2%). Le indicazioni che si ricavano dal quadro degli altri indicatori sono tuttavia incoraggianti: le giacenze di magazzino sono a livelli minimi e gli ordini ai fornitori sono ancora in espansione. La fiducia degli imprenditori appare però molto elevata, e lascia sperare in una chiusura positiva dell’anno. Il numero indice di Unioncamere Lombardia del fatturato si attesta a quota 88,8, in linea con i valori che avevano caratterizzato il 2019. Minimarket e supermercati proseguono il trend positivo su livelli di attività superiori a quelli di due anni fa, mentre gli esercizi non alimentari, pur in significativo recupero, non hanno ancora chiuso il gap rispetto ai valori pre-crisi.

Monitorare la ripresa dopo la crisi

“Si sta confermando la crescita dei servizi, e anche il quadro del commercio al dettaglio, sebbene ancora un po’ incerto, sembra orientato in senso positivo – commenta Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia -. Stiamo monitorando la situazione con attenzione, perché la ripresa del terziario dopo la crisi è adesso un tassello fondamentale per sostenere il sistema economico regionale”.
Anche il settore del commercio, tra quelli che maggiormente ha pagato le chiusure imposte dal Governo, mostra segnali incoraggianti. Secondo Guido Guidesi, “Il grande sacrificio dei commercianti lombardi e il supporto pubblico stanno dando i risultati auspicati”.

Shopping online per gli italiani: acquisti a +21% per Black Friday e Cyber Monday

Agli italiani piace lo shopping online a maggior ragione se si possono fare buoni affari. E’ il caso del Black Friday e il Cyber Monday, le due speciali ricorrenze destinate all’acquisto scontato che dagli Usa sono riuscite a diventare una tradizione anche da noi. Tanto che nel 2021, secondo gli ultimi dati, i nostri connazionali spenderanno in compere sul web circa 1,8 miliardi di euro, con un incremento del 21% rispetto all’anno scorso. Insomma, la promozione ha un fascino irresistibile.

I dati dello shopping on line

A fornire la fotografia dei comportamenti d’acquisto in rete degli italiani e i relativi volumi di spesa è l’Osservatorio eCommerce B2c. Non solo: l’analisi evidenzia che gli operatori particolarmente aggressivi in termini promozionali realizzeranno anche 6-8 volte il fatturato di un giorno medio. In particolare, l’acquisto di prodotti supererà gli 1,5 miliardi di euro (+20% circa). Ottimi i risultati di alcune categorie come abbigliamento, informatica ed elettronica, gioielli, profumi, prodotti per la cura del corpo, oggetti di arredamento e giocattoli. Molto bene anche la spesa online di alimentari e vini, che confermano la passione degli italiani per la buona tavola, anche in vista del Natale.

Ottobre e novembre totalizzano il 25% della spesa online annua

“In generale, i mesi di novembre e dicembre saranno particolarmente caldi per l’eCommerce del nostro paese. In questo periodo, infatti, i siti online abiliteranno circa il 25% della spesa online di tutto il 2021” dichiara Valentina Pontiggia, direttrice dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano “Anche in vista del Natale, la tendenza sarà quella di promuovere un utilizzo complementare (e non più conflittuale) dei canali. Si lavorerà, quindi, per sfruttare al meglio le peculiarità di ciascuna iniziativa, (velocità e comodità del servizio eCommerce da una parte, aspetto sociale e relazionale del negozio fisico dall’altra) spingendo su modelli di interazione e di vendita integrati come click&collect e ordine eCommerce in store”.

Il boom dei prodotti green

Nonostante la voglia di fare buoni affari, fra i consumatori fa capolino anche una certa attenzione alla sostenibilità. “Il 2021 sembra anche essere l’anno per spingere sui progetti green: dalla promozione di buoni spesa per incentivare l’acquisto di prodotti più sostenibili, alle raccolte fondi per il sostentamento di riserve naturali, fino alla valorizzazione del ‘second hand’ grazie a extra valutazioni dell’usato. Saranno quindi diverse le iniziative di social responsibility messe in campo per scoraggiare un consumismo estremo e dannoso per l’ambiente” conclude l’Osservatorio.